Introduzione all’HDR

genova boccadasse hdr
High Dynamic Range: è questo che significa HDR. Tradotto in italiano, “alto range dinamico, che non è detto sia molto più comprensibile. Partiamo dall’inizio:Ogni mezzo fotografico ha un suo range dinamico, ovvero ha un determinato numero di livelli di luminosità che può registrare tra il nero “puro” e il bianco “bruciato”: maggiore è questo valore e maggiore è la quantità di informazioni che riesce ad acquisire, specie in caso di scene ad alto contrasto. E’ tuttavia possibile superare questo limite in post produzione, avendo solo l’accortezza di pianificare la cosa in fase di scatto: sarà infatti sufficiente scattare in modalità “bracketing” per ottenere di fatto 3 foto a esposizioni diverse (tipicamente -1/0/+1 o -2/0/+2, ottenute solitamente modificando il tempo di posa) che sarà possibile poi “fondere” in un unica foto, recuperando le luci dalla foto sottoesposta e le ombre da quella sovraesposta. Vediamolo meglio:




Queste sono le 3 foto che hanno generato l’immagine finale: i dettagli delle nuvole sono evidentemente quelli della foto sottoesposta, e le ombre presenti nella foto a +0 vengono riempite di dettagli grazie alla foto sovraesposta.Il risultato è una foto che possiede un range dinamico più ampio, in grado di rendere al meglio i dettagli dell’intera scena, in un modo diverso rispetto ai 3 scatti singoli.Bisogna tuttavia stare attenti a non esagerare con gli effetti di post produzione, si corre facilmente il rischio di trasformare un bel paesaggio in una foto “finta”.

Come creare una foto in HDR

Partiamo dalla fase di scatto: dobbiamo scattare con l’intento di postprodurre, e dobbiamo semplificarci il lavoro il più possibile. Affinchè una foto abbia una buona resa in HDR, dobbiamo innanzitutto trovarci in una situazione con forti contrasti di luci ed ombre, altrimenti il range dinamico “ampio” non ha ragion d’essere. E’ inoltre consigliabile che non ci siano soggetti distinguibili in movimento nella scena, dato che probabilmente apparirebbero in tre punti diversi nei tre fotogrammi, costringendo a operazioni chiamate di “deghosting” sulle quali torneremo più avanti. Infine è consigliato l’uso del cavalletto, sebbene sia possibile scattare foto diurne a mano libera in maniera abbastanza efficace.
A questo punto non resta che scattare. Si può scegliere un intervallo di esposizione di qualsiasi entità si voglia, si possono potenzialmente fondere insieme centinaia di foto per un singolo HDR, ma la maggior parte di immagini è composta da 3 fotogrammi, con 2 stop di distanza l’uno dall’altro (i famosi -2/0/+2). Una volta effettuati gli scatti, è necessario “fonderli” per ottenere la nostra immagine finale (da postprodurre poi a sua volta).
Vediamo ad esempio come creare un HDR in Lightroom Classic, che è il metodo più semplice (ma non consente grossi interventi decisionali, motivo per cui preferisco appoggiarmi ad un plugin dedicato).
Dall’interfaccia di Lightroom selezioniamo le foto che verranno unite in HDR (ricordo che tenendo premuto CTRL è possibile aggiungere foto alla selezione corrente)

A questo punto clicchiamo con il tasto destro su una qualsiasi delle foto selezionate, comparirà un menù contestuale: selezioniamo Unione foto… -> HDR

Dopo qualche secondo si aprirà la finestra di fusione in HDR, con un’anteprima della fusione delle tre foto.

A destra è possibile vedere la ristretta gamma di scelta che Lightroom offre in merito alla personalizzazione dei parametri di fusione: abbiamo

  • l’allineamento automatico delle immagini (che consiglio di lasciare attivo),
  • il settaggio automatico dello sviluppo dopo la fusione (ha lo stesso effetto di selezionare la regolazione automatica nel modulo sviluppo, quindi consiglio di lasciarlo disabilitato)
  • il livello di deghosting (ovvero quanti e quali soggetti in movimento correggere, di solito il valore medio è un buon compromesso)
  • mostra sovrapposizione deghosting, che è indispensabile per vedere quali parti verranno influenzate dalla correzione automatica dei soggetti in movimento

Stop.
Con altri programmi viene lasciato molto più controllo all’utente. Fortunatamente un plugin gratuito, HDR Efex Pro 2 (scaricabile gratuitamente al link https://www.google.com/nikcollection/products/hdr-efex-pro/), sopperisce abbondantemente a questa mancanza e sarà oggetto di un futuro articolo.
Una volta effettuate le selezioni e selezionato “Unisci”, verrà generata la nostra immagine HDR, che andrà a questo punto post prodotta per riallineamento, ritaglio, correzioni varie, effetti e finiture. Il risultato finale, dopo la post produzione e le finiture:

genova boccadasse hdr
Scorcio in HDR di Boccadasse – Genova

Prossimamente spiegherò come usare il plugin di cui parlavo poco sopra, HDR Efex Pro 2, in modo da poter controllare in maniera più dettagliata i parametri di fusione delle vostre immagini.
Buona luce!

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